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2° Istituto Superiore "A-Ruiz"

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UN VIAGGIO NEL TEMPO

Nell'ambito del “Progetto Inclusione”, giorno 26 aprile gli alunni delle classi prime dell’ITST hanno partecipato ad una visita guidata nell’area archeologica del “Petraro” nei pressi di Villasmundo, accompagnati dalle professoresse Elisabetta Ciracò,  Giuseppina Torre e Domenica Poli.  A fare da ciceroni i volontari di Legambiente, la prof.ssa Nella Tranchina e  il vulcanologo Marco Neri, i ragazzi del Circolo Timpa Ddieri Legambiente di Melilli e la geologa Anna Leonardi,  project manager del progetto.
La visita guidata è stata preceduta da un incontro di formazione con l'Associazione Legambiente "I Giovani per il Futuro: il Turismo per la Valorizzazione e la Tutela del Territorio", grazie alla preziosa partnership voluta dalla dottoressa Emila Ferrara,  presidente di Legambiente Melilli.
Punto di partenza del percorso guidato è stato un sentiero da cui si può osservare la Timpa Ddieri, una parete rocciosa alta circa 100 metri che si trova sulla riva sinistra del fiume Mulinello. È stato emozionante scoprire che essa racchiude un insediamento rupestre costituito da grotte scavate nel calcare, distribuite su più piani, a cui un tempo si accedeva attraverso uno stretto cunicolo scavato nella roccia dagli antichi abitanti. Purtroppo oggi si può giungere solo nella parte sommitale,  dove si trovano le tombe della necropoli del villaggio rupestre.
Giunti alla sommità, la vista di una torre ha introdotto il villaggio fortificato del Petraro, dotato di cinte murarie e databile all’età del Bronzo antico, a seguito anche del ritrovamento di due ossi a globuli. Fuori dalla cinta muraria l’attenzione del gruppo è stata richiamata da una piattaforma con cinque incisioni ad ogiva, probabilmente una primitiva forma di altare sacrificale dove venivano immolati gli animali.
Quest’area è un luogo miracolosamente scampato all’attività distruttiva dell’uomo, considerato che qui, in passato, erano state aperte delle cave per l’estrazione della pietra e delle discariche abusive successivamente chiuse, grazie anche all’intervento della popolazione, che ha preso tempestivamente coscienza della sua importanza scientifica.
Lungo il percorso è stata illustrata la flora presente in quest’area,  tra cui piante come la borracina azzurra, l’inula o erba santa e l’asparago.
L’uscita didattica è risultata molto istruttiva non solo perché ha coinvolto diverse discipline scolastiche, in particolare modo le scienze e la storia, ma anche perché è stata un’occasione per conoscere la ricchezza archeologica di questo territorio e per riflettere sull’importanza della difesa e della tutela del patrimonio artistico e naturale innanzitutto da parte della popolazione.


 

Attivo dal 09 Maggio 2016.
Attivo dal 09 Maggio 2016

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